27 Nov Donna, Vita, Libertà
Ieri pomeriggio sono andata insieme a mia figlia Margherita a vedere una mostra di fotogiornalismo “World press photo Exhibition 2023” che si teneva nella splendida cornice di Palazzo Barolo. Il concorso premia i fotografi professionisti di tutto il mondo che nell’anno precedente hanno realizzato i migliori scatti, in grado di fornire uno spaccato autentico, accurato e coinvolgente del nostro tempo.
Uno scatto in particolare ci colpisce e ci unisce nel nostro essere non tanto una madre e una figlia, ma due donne.
Il fotografo Ahmad Halabisaz, Iraniano, nato nel 1984, ha fotografato una donna iraniana seduta su una sedia di fronte a una piazza trafficata di Teheran in Iran, sfidando la legge sul hijab obbligatorio, il 27 dicembre 2022. Ahmad racconta: “pochi giorni dopo la morte di Mahsa, stavo camminando attraverso Keshavarzi Boulevard quando vidi una folla di uomini e donne, giovani e vecchi, che cantavano uno slogan che non avevo mai sentito prima: “Donna, Vita, Libertà”. Mi fece aprire gli occhi era commovente.
Uscite dalla mostra, Margherita ed io, camminiamo lungo le vie del quadrilatero lasciandoci cullare dall’incredibile bellezza della nostra città. Il tempo scorre leggero e dopo un bicchiere di vino sorseggiato con calma e inframezzato da infinite parole, riprendiamo il cammino verso casa. Sono le 20.00, Torino è silenziosa, e nonostante sia novembre inoltrato, il clima è mite.
Quando arriviamo in Piazza Castello, la nostra attenzione viene catturata da un numeroso gruppo di persone. Formano un cerchio molto ampio, sono silenziosi, hanno delle candele accese in mano. Trasmettono vita, energia, dolore, desiderio di giustizia. Sono quasi tutti molto giovani. Siamo incuriosite e così Margherita si avvicina ad uno di loro, lo conosce, è un suo compagno del primo anno di Università, per chiedergli il motivo di quel ritrovo. Sono tutti riuniti per ricordare Giulia Cecchetin, 22 anni, il cui corpo è stato ritrovato nei pressi del lago di Barcis, uccisa con coltellate alla testa e al collo dall’ex fidanzato Filippo Turetta.
Ci uniamo a loro, Margherita mi guarda e sussurra: “mamma sono triste e arrabbiata, è la prima volta che mi sento così coinvolta da un fatto di cronaca”. La guardo, assomiglia ai giovani che la circondano. Sono triste anch’io, ma quelle candele accese in mano ai ragazzi intorno a me mi trasmettono un senso di fiducia e speranza.
Rientriamo a casa. Camminiamo una di fianco all’altra.
Una luce ci avvolge, sono le donne iraniane che lottano per la libertà, sono le donne vittime di femminicidi, siamo noi, e con una forza che si sprigiona dal cuore, la nostra voce grida: “Donna, Vita, Libertà”