- Preadolescenti dagli 11 ai 13.
- Adolescenti dai 14 ai 18 anni.
- Genitori che riconoscono una sofferenza nel proprio figlio o incontrano difficoltà nell’accompagnarne il percorso di crescita.
L’adolescenza si configura come quella complessa e affascinante fase della vita che segna il passaggio dal mondo dell’infanzia all’età adulta.L’adolescente ha come compito evolutivo fondamentale quello di organizzare la propria crescita, è impegnato a capire chi è, che cosa vuole, a definire la propria identità di genere e sociale.Il percorso inizia con le trasformazioni del corpo infantile, culmina nella maturità sessuale e prosegue con l’impegnativa conquista dell’identità e autonomia personale. Questo periodo è caratterizzato da sentimenti di incompiutezza e contraddizioni: convivono infatti il bambino e il giovane adulto, il continuo conflitto tra il desiderio di autonomia e di distacco dai legami genitoriali e il timore di perdita degli stessi, la voglia di mettersi alla prova, la sete di nuove esperienze ma anche la nostalgia del passato, il senso di incertezza per ciò che si troverà, la paura di non farcela a diventare grandi.
Il lavoro con gli adulti affronta sia il disagio psicologico che deriva da difficoltà esistenziali contingenti, sia condizioni di sofferenza psichica più profondamente radicate nella vita del soggetto. Ogni persona nella propria vita attraversa momenti di tristezza, insoddisfazione, difficoltà. Accanto ai momenti di serenità e gioia, essi fanno parte dell’esperienza di ciascuno e solitamente sono seguiti dal recupero di uno stato di benessere. Non sempre però le cose vanno in questo modo. Diviene importante chiedere un supporto allo psicoterapeuta quando:
- Ci sono momenti di profonda crisi in cui l’impatto emotivo di ciò che si sta vivendo (lutto, separazione, difficoltà di coppia, difficoltà lavorative) supera la propria capacità di farvi fronte.
- La persona vive uno stato di sofferenza emotiva e relazionale che persiste nel tempo, in cui ci si sente ingabbiati, con pensieri negativi e disfunzionali, accompagnati da una perdita dell’energia vitale e della dimensione della speranza.
- In presenza di sintomi (insonnia, ansia, fobie) che interferiscono con la qualità di vita del soggetto e che segnalano la presenza di un disagio sottostante.
Il lavoro si rivolge a quelle coppie che attraversano un periodo di crisi e desiderano uno spazio di ascolto per riflettere sulle proprie difficoltà con l’obbiettivo di trovare un miglior clima comunicativo e relazionale che consenta di uscire da una situazione conflittuale in cui ci si sente bloccati per aprirsi a nuove possibilità. Ci si può muovere verso un recupero della complicità tra i coniugi affinché si possa vivere il legame in modo più sereno, costruttivo e soddisfacente, oppure arrivare alla difficile decisione di separarsi, dopo aver valutato la scelta, con una maggior consapevolezza.
Quando rivolgersi a uno psicoterapeuta?
Quando un legame di coppia non funziona può provocare una profonda sofferenza nei coniugi. I motivi che possono portare a una crisi della relazione possono essere molteplici. E’ utile rivolgersi a uno psicoterapeuta quando, nonostante numerosi tentativi, non si riesce a recuperare una situazione di armonia e intesa, prevalgono rabbie, conflitti, recriminazioni e la comunicazione è bloccata all’interno di schemi rigidi e ripetitivi che annullano la forza vitale e creativa del legame, procurando dolore e frustrazione.